Sala di sterilizzazione

  • sala di sterilizzazione
    sala di sterilizzazione
  • decontaminazione, lavaggio ad ultrasuoni
    052
  • sterilizzatrice
    IMG_0182 - Copia
  • IMG_0183 - Copia
  • particolare del cestello
    Melag_Autoclave_10
  • imbustatrice
    054
  • MELAflashII
  • MELAflash
  • meladem_melajet
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La sterilizzazione è un processo che porta all’eliminazione di ogni forma microbica vivente, sia patogena che non, comprese le spore ed i funghi. Un materiale è considerato sterile se se il SAL (livello di sicurezza di sterilità) è inferiore a 10-6; ovvero quando la probabilità di trovarvi un microrganismo è inferiore ad uno su un milione. Il processo distrugge i microrganismi provocando l’alterazione letale di alcune loro componenti essenziali; in particolare la sterilizzazione determina la denaturazione delle proteine e degli acidi nucleici e la degradazione di componenti della membranae parete cellulare. E’ necessario sottoporre a sterilizzazione i materiali che vengono a contatto con la cute o le mucose del paziente, ogni presidio che deve essere introdotto nell’organismo.

L’autoclave funziona sulla base del processo di vuoto frazionato. Ciò significa che l’aria viene dapprima aspirata dalla camera mediante una potente pompa del vuoto. Successivamente il vapore penetra a più riprese nella camera da cui viene eliminato immediatamente. Ciò fa si che all’inizio della sterilizzazione non vi sia aria nella camera e negli strumenti cavi o nei tessuti, che comrometterebbe il risultato della sterilizzazione. Per un’asciugatura efficace, che consente di conservare a lungo ilmateriale sterilizzato, l’autocleve è dotata di postvuoto frazionato. Questa tecnica sfrutta l’azione del vapore saturo, eliminando tutti i microrganismi mediante denaturazione di loro proteine ed altre biomolecole. Il vapore ha un effetto sporicida e permette di utilizzare temperature (121°c – 134°c) e tempi (30 min.) idonei per tutti i tipi di materiali usati nello studio.

È una tecnica che sfrutta l’azione del vapore saturo (autoclave); elimina i microrganismi mediante denaturazione di loro proteine e altre biomolecole. La sterilizzazione mediante autoclave è quella più diffusa essendo poco costosa e non tossica e data la sua buona capacità di penetrazione.

L’autoclave funziona similarmente ad una pentola a pressione, permette di far bollire l’acqua a temperature più alte. L’acqua bolle a 100 °C alla pressione di 760 mmHg, aumentando la pressione si ottiene che l’acqua bolla a temperature superiori, l’autoclave sfrutta questo principio per arrivare a temperature maggiori e quindi ottenere la distruzione dei microbi in tempi più brevi. Il meccanismo di funzionamento è in realtà semplice, da un recipiente ermetico rimuoviamo l’aria, questo permette all’acqua presente di evaporare e dato che il vapore non si può disperdere si determinerà un aumento della pressione all’interno della camera. La presenza di una pressione maggiore determina un aumento della temperatura a cui l’acqua evapora. Perché la sterilizzazione avvenga il vapore deve penetrare in tutte le parti del materiale e starvi in contatto per un certo tempo è quindi importante che non rimangano sacche d’aria.

Protezione dell’operatore

L’esposizione o la potenziale esposizione ad agenti biologici degli operatori inizia con la raccolta dei materiali utilizzati in quanto contaminati o potenzialmente contaminati.
E’ preferibile che che gli operatori evitino di manipolare i materiali prima della successiva fase di decontaminazione o che manipolino gli stessi indossando gli appositi Dispositivi di Protezione Individuali
Il materiale costituito da taglienti monouso, quali bisturi ed aghi, deve essere smaltito in appositi contenitori che non consentano alcun tipo di esposizione (ad esempio quelli realizzati secondo la norma tecnica BS7320).
Durante le procedure di preparazione dei dispositivi da sottoporre a sterilizzazione (dalla fase di decontaminazione alla fase di confezionamento) l’operatore può venire a contatto con materiale biologico che, rappresentando una potenziale fonte infettiva, rende indispensabile l’utilizzo di idonei Dispositivi di Protezione Individuale.
I rischi in cui l’operatore può incorrere sono:

  • contaminazione della cute;
  • incidenti da taglio o puntura;
  • schizzi alle mucose del volto, tra le quali le congiuntive risultano particolarmente sensibili.

Tali rischi sono potenzialmente maggiori nella fase di decontaminazione, ma se la procedura è applicata in modo corretto, il rischio di contatto con materiale biologico potenzialmente infetto si riduce notevolmente.
L’operatore dovrà quindi indossare i Dispositivi di Protezione Individuali.

Tutti gli strumenti riutilizzabili venuti o non a contatto con materiale biologico,
devono essere SEMPRE trattati.

ultimo aggiornamento 20/06/2011